24.02.11 – La riforma nella scuola secondaria – San Possidonio (Mo)
Giovedì 24 febbraio ore 21
Presso il centro sociale La Bastia – San Possidonio
3 tappe per la scuola di serie A in Italia – 2^ tappa
La riforma nella scuola secondaria di II Grado (superiori)
Partecipano:
Thomas Casadei Consigliere regionale, Docente e ricercatore università di Modena
Prof. Renata Bertoli Docente del Liceo Pico di Mirandola
Carlo Medici rappresentante degli studenti
Seguirà la proiezione di una video-intervista agli studenti e dibattito
Il registro delle Dichiarazioni Anticipate di Volontà: le esperienze a confronto / 07/02/2011 – Modena
Il registro delle Dichiarazioni Anticipate di Volontà: le esperienze a confronto
Convegno nazionale dei rappresentanti delle Istituzioni per affrontare gli aspetti giuridici amministrativi ed etici dei Registri, con la partecipazione delle Associazioni promotrici
Lunedì 7 febbraio 2011
Sala del Consiglio Comunale di Piazza Grande Modena
Per Cambiare l’Italia servono chiarezza di contenuti e di metodi!

Sì a proposte concrete sui grandi temi e allo strumento delle primarie
No alle scorciatoie e allo snaturamento del PD
Centralità della scuola, dell’Università e della ricerca pubblica, strenua lotta per la legalità in tutti gli ambiti, nuova strategia fiscale, che consenta l’emersione del nero e un minor carico per chi produce e, soprattutto, investe, riconversione ecologica dell’economia, capace di generare nuovi posti di lavoro e vincere le sfide energetiche, effettività dei diritti per tutti a partire dai più deboli e vulnerabili.
Su questi cardini ideali e di prospettiva, con lo sguardo dritto ai prossimi decenni, nel contesto di una comunicazione chiara, devono ispirarsi le proposte concrete del PD: costantemente messe al centro del dibattito e dell’azione, nelle istituzioni e nella società.
Senso della lotta e della mobilitazione, rigore nelle idee programmatiche, capacità di parlare al paese e, in primo luogo, ai tanti che rischiano di perdere fiducia nella politica e nel PD: è questo che può dare forza al Pd, al centro-sinistra, a chi vuole voltare pagina rispetto al berlusconismo e alla drammaticità della crisi che viviamo (crisi economia ma anche morale e sociale).
Moltissimi democratici, dopo la bellissima manifestazione dell’11 dicembre, si sono sentiti smarriti nel leggere una serie impressionante di interviste – davvero troppe – di molti dirigenti nazionali del partito: interviste che hanno teso a mettere in discussione ciò che a nostro avviso rappresenta un tratto identitario del Pd e del suo progetto costitutivo: centralità del profilo programmatico, anche nel generare una precisa fisionomia come partito del XXI secolo, e strumenti di apertura alla società come quello, decisivo, delle primarie.
Le alleanze non possono venire prima di tutto, a maggior ragione se a dettarle è la tattica anziché la dialettica politica e la condivisione degli elementi cardine su cui esse possono eventualmente poggiare.
Snaturare il principale ambito di riferimento per un partito di centrosinistra, ammiccando e corteggiando in maniera non chiara forze dai tratti e dai comportamenti ancora molto ambigui come UDC e FLI, senza peraltro aver mai discusso di programmi, è prima di tutto un segno di debolezza.
E’ evidente che tutte le forze di opposizione, in quanto tali, possono lavorare insieme, soprattutto in Parlamento, per un progetto comune anche in vista di un appuntamento elettorale. Altro discorso è invece sacrificare la propria identità e le proprie caratteristiche. Prima di fare questo, occorrerebbe mettere bene in chiaro su quali punti di contatto il PD si immagina di poter costruire convergenze con altri soggetti politici, specie se questi si muovono per loro specifici interessi di ricollocazione nello scenario politico. Anche recentemente, in occasione del voto per l’approvazione della cosiddetta riforma Gelmini, il partito di Fini ha votato con la maggioranza di Berlusconi, approvando uno dei più sciagurati tagli (ed attacchi) alla scuola pubblica. Ci chiediamo: cosa avremo mai da condividere con questi esponenti che per anni hanno votato le peggiori leggi della storia repubblicana spesso in sfregio alla Costituzione?
Annunciare svolte per mezzo di interviste alla stampa è sbagliato anche nel metodo. Le discussioni devono svolgersi negli organismi competenti, soprattutto per decisioni di tale portata, ma soprattutto devono avere un imprescindibile riferimento nel corpo del partito a partire dai circoli (utilizzando eventualmente anche strumenti innovativi come quello del referendum) e soprattutto devono cercare sintonia e connessione con un popolo che non attende altro che il Pd e il centro-sinistra (a cominciare da IDV e SEL, ma anche da altri soggetti e movimenti) definiscono un chiaro progetto per cambiare l’Itala.
Crediamo basti osservare le migliaia di commenti negativi che si sono scatenati su internet e nei social network in questi giorni per capire che il percorso che si è cercato, frettolosamente, di indicare richiede maggiore chiarezza e soprattutto piena condivisione (e diciamo questo prendendo atto che ci sono alcuni dirigenti nazionali che mirano a rompere con altre forze del centro-sinistra per stringere accordi con il cosiddetto ‘terzo polo’: una scelta che pensiamo possa risultare fallimentare, rischiando di decretare la fine stessa del progetto del PD).
La nostra gente, i nostri militanti, elettori, simpatizzanti, la nostra base, oggi più che mai, ha bisogno di avere proposte chiare, che sappiano ispirare i cambiamenti necessari a riportare la democrazia nel Paese e affrontare gli storici ritardi in processi riformatori, sul piano istituzionale e sociale, orientati da una visione complessiva dell’Italia che vogliamo, ancorata all’Europa, e ad un’idea di mondo nuovo. Tu, caro Segretario, molto opportunamente rivendichi con orgoglio l’approvazione della mozione sul fisco, che introduce importanti novità anche sul tema della tassazione delle rendite. Ecco, per fare un grande partito innovatore, capace di essere soggetto collettivo di attrazione per molti, ci vogliono, come in questo caso, coraggio e idee coerentemente e costantemente praticate, non mera tattica.
Rinunciare alle primarie per fare un favore a Fini o Casini sarebbe come minare nelle sue fondamenta il PD. Le primarie sono lo strumento principe di questo straordinario partito, uno strumento di grande partecipazione che ha permesso alle figure di riferimento, a partire dal Segretario nazionale e da quelli regionali, di essere legittimati nei loro ruoli. Le primarie vanno fatto, anche per individuare i parlamentari, specie nel caso si vada a elezioni a breve.
Abbandoniamo una volta per tutte le alchimie e gli spot delle interviste “a batteria”. Fuori dai luoghi tradizionali della politica, ma soprattutto anche fuori dal Pd per come è oggi, c’è un popolo che attende segnali netti (a cominciare dallo straordinario movimento di lotta generatosi in questi mesi nella scuola e nelle università, ma anche su altri grandi temi come i diritti del lavoro, l’acqua pubblica, le questioni ambientali), nonché un “partito”, quello degli astensionisti, che rappresenta quasi la maggioranza silenziosa del Paese e che non possiamo rassegnarci a perdere o lasciare a se stesso. Se proprio dobbiamo stringere alleanze preventive, proviamo a stringerle con tanti di questi cittadini a partire da una visione d’insieme della società e da idee ben definite.
Chiarezza, orgoglio, comprensione dei contesti e radicalità nelle proposte: così possiamo cambiare il Paese, a partire dai tanti luoghi e mondi, territoriali e sociali, che lo compongono.
Con questo appello aperto (www.nelletuemani.org), come componenti la Direzione regionale dell’Emilia-Romagna, invitiamo il Segretario del PD Pierluigi Bersani e quello regionale Stefano Bonaccini a mettere al centro dell’azione del partito le proposte per il paese, a non incorrere in scorciatoie per approdare ad alleanze confuse, a favorire un’ampia consultazione dei democratici sulle prospettive di quella che deve essere una chiara strategia volta ad acquisire consensi reali nel paese, a partire da tutti i territori. Con spirito costruttivo, confidiamo nell’apertura di un processo aperto di ascolto e in sintonia con i bisogni del paese e le aspettative di tutti coloro che intendono voltare pagina, grazie alla forza del PD.
Liana Avanzini (Parma, direzione regionale PD ER), Alberto Bigi (Reggio Emilia, direzione regionale PD ER), Thomas Casadei (Forlì, consigliere reg. e direzione regionale PD ER), Patrizia Dogliani (Bologna, direzione regionale PD ER), Donatella Guerrini (Ravenna, direzione regionale PD ER), Antonio Mumolo (Bologna, consigliere reg. PD ER), Cristian Torri (Piacenza, direzione regionale PD ER), Giuseppe Varini (Modena, direzione regionale PD ER)
Per sottoscrivere l’appello, vai qui.
Primarie vere, primarie sempre!
Riteniamo che il PD modenese debba affrontare da subito l’argomento senza attendere l’esito della fiducia del 14 dicembre. Da due mesi un Odg, promosso dalla rete di Cambio Democratico ma sottoscritto da più di 20 membri della Direzione Provinciale del PD, attende di essere messo in discussione!
(dal Resto del Carlino del 05/12/2010)
Nessun commento“Parliamo di università” 04/11/2010 – Modena

Parliamo di università GIOVEDI’ 4 NOVEMBRE alle 21.00
con Thomas Casadei, Consigliere Regionale, Capogruppo PD della commissione V (Scuola, Formazione, Università, Cultura, Lavoro, Sport) docente a contratto dell’Università di Modena e Reggio Emilia
e Massimo Milani, Responsabile Forum Università PD Modena e Docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Circolo PD Madonnina, Strada Barchetta 186, 41123 Modena
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NON MANCATE!!!




